PREFAZIONE  

 

 

Giovanni Sculatti nato a Firenze nel 1965, dipendente di una azienda di trasporti pubblici , da più di venti anni, da dieci impegnato nello studio autodidatta di meteorologia e climatologia monitorando il clima locale, regionale ,nazionale italiano.

 

Mi sorge spontanea una riflessione : ognuno di noi ha un impatto sull'ambiente a punto un sistema che permette di valutare la nostra "impronta ecologica" in termini di campi coltivati, sottosuolo, pascoli, foreste, mare, necessari per sostenere i nostri consumi e per assorbire i rifiuti che produciamo.

 

Le cose da fare sono ormai chiare: limitare i consumi, per ridurre l'uso di materia ed energia. Ma per limitare i consumi, anche ottimizzandoli, è necessario cambiare, prima di tutto atteggiamenti e mentalità: imparare ad aggiustare, scoprire l'uso collettivo di attrezzature e infrastrutture, riscoprire una maggiore sobrietà nel proprio stile di vita.  Un metodo sarebbe incoraggiare la collaborazione tra psicologia e fisica a favore di un cambiamento culturale, che porti a nuovi stili di vita più "sostenibili" per il nostro pianeta, mi rendo conto che non è possibile ma ci dobbiamo provare.Tuttavia ci sono dei segnali di cambiamento del clima che ognuno di noi può osservare nella sua vita quotidiana: Oggi questi cambiamenti visibili a occhio nudo sono ancora pochi, per fortuna. Però già chi vive al mare può aver notato nuove specie di pesci tropicali, chi vive in montagna può osservare i ghiacciai che si riducono. Ma io non condivido molto questo interesse a trovare dei cambiamenti nel clima facilmente visibili . Non è importante vedere con gli occhi quello che succede, è importante evitare che questi cambiamenti avvengano, perché già allora sarà troppo tardi. Il problema è che noi siamo abituati a ragionare in modo lineare, secondo una relazione causa-effetto, mentre il sistema climatico non è un sistema lineare, ma funziona, piuttosto, potremmo dire, come un sistema a molla: uno carica carica e non succede niente, ma a un certo punto, quando la molla è caricata fino in fondo il meccanismo scatta tutto insieme.

 

 

 

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