Quadro nazionale
Attualmente , in base ai dati sull'andamento delle precipitazioni, l'aridità dei suoli, la variazione dei ghiacciai, le temperature annue, è necessario ridefinire tali fasce e considerarle in una prospettiva dinamica da connettere non più ai "tempi lunghi" della natura ma a quelli particolarmente ristretti della storia. L'Italia, ad esempio, è generalmente classificata come zona temperata senza tener conto delle molteplici variazioni verificatesi negli ultimi anni e delle differenziazioni tra Nord e Sud: il nostro stato verrebbe a posizionarsi al confine tra due fasce climatiche (spaccatura climatica).E' già in atto un processo di rarefazione delle precipitazioni annue: temperature più alte provocano un aumento dell'evaporazione ma maggiore difficoltà nella trasformazione del vapore acque in gocce di pioggia. Quando questo si verifica, si determinano forti e violente precipitazioni che provocano maggiore erosione del suolo, danni all'agricoltura, alluvioni, frane, inondazione ed altri dissesti idrogeologici.
Al contrario il fenomeno della desertificazione avanza da Sud: siccità, prosciugamento di corsi a carattere torrentizio e delle falde acquifere costituiscono problemi particolarmente sentiti in alcune regioni, soprattutto nel Meridione.
Perche’ il Clima cambia?
Le componenti fisiche del sistema climatico includono l’atmosfera, gli oceani, il ghiaccio marino, la terraferma e le sue rispettive componenti quali vegetazione, colore (quindi le capacità di riflessione
della radiazione solare), biomassa ed ecosistemi, la copertura nevosa, i ghiacciai e il permafrost (componente perennemente gelata del sottosuolo), le componenti del ciclo idrologico: nubi, fiumi,laghi, acque superficiali e sub-superficiali .
Queste componenti interagiscono mutuamente su un ampio spettro di scale spaziali e temporali, oltre che con componenti esterne al sistema climatico, quali il sole e la sua radiazione, la rotazione della Terra e la geometria della sua orbita, le caratteristiche geografiche della superficie terrestre, e la massa e composizione chimica dell’atmosfera e l’oceano. Lo studio dettagliato del clima coinvolge tutte queste componenti e le interazioni tra esse. A causa delle forti influenze delle attività umane sull’ambiente e sul clima sulla scala globale, sono naturalmente emerse le necessità di studio di tutti gli aspetti dei possibili cambiamenti, nonché dei dettagli sui relativi impatti. Programmi internazionali come il World Climate Research Programme (WCRP) e l’ International Geosphere Biosphere Programme (IGBP) hanno fornito le maggiori risorse umane e materiali, mentre l’ Intergovernmental Panel on Climate Change (IPCC), istitutito dall’ONU, ha fornito le più complete e autorevoli valutazioni del cambiamento climatico indotto dalle attività umane, appunto di origine “antropogenica”. Il Terzo Rapporto di Valutazione (Third Assessment Report, TAR) del IPCC, prodotto nel 2001, rimane il punto di riferimento e di sintesi di
molti degli studi sul clima e i suoi effetti, anche se da allora numerose ricerche hanno fatto
progredire la conoscenza.
Principi fisici
La sorgente di energia per il sistema climatico è rappresentata dalla radiazione solare, che a causa
dell’elevatissima temperatura del sole presenta un picco di energia nella parte visibile dello spettro
elettromagnetico. Il sistema terra-atmosfera non può indefinitamente assorbire energia: la
condizione per l’equilibrio implica che questo sistema emetta a sua volta la stessa quantità di energia verso lo spazio; a causa della minore temperatura della superficie terrestre e dell’atmosfera rispetto al sole, queste emettono radiazione con il picco d’energia posto a una lunghezza d’onda superiore, nell’infrarosso. A queste lunghezze d’onda, alcuni gas presenti assorbono parte della radiazione terrestre: si tratta del vapor acqueo, prodotto dall’evaporazione delle superfici liquide,
soprattutto gli oceani, dell’anidride carbonica (CO2), prodotta dalla decomposizione delle rocce carbonate, dalla respirazione della biosfera, dal consumo di combustibili fossili, in particolare nei sistemi di produzione energetica e nei trasporti, e dalla combustione di biomassa (le foreste), del metano, prodotto dalla decomposizione delle biomasse ed emesso in conseguenza del suo uso nei sistemi energetici e nei trasporti, e in misura minore di altri gas quali gli ossidi di azoto e i clorofluorocarburi (CFC), banditi ormai da 15 anni in quanto responsabili della riduzione dellaconcentrazione dell’ozono stratosferico.
Quando questi gas, che diremo “gas serra”, aumentano la propria concentrazione, una maggiore quantità di energia radiante è trattenuta nella parte più bassa dell’atmosfera, detta “troposfera”. Per mantenere l’equilibrio energetico, il sistema terra-atmosfera deve emettere maggiori quantità di energia, il che può avvenire soltanto aumentando la propria temperatura. Questa è la chiave dell’interpretazione dell’effetto serra. Dall’effetto serra dipende la possibilità della vita sulla Terra, che altrimenti sarebbe troppo fredda (circa -15°C, 30 °C in meno rispetto alla media attuale), tuttavia, se amplificato (per cause naturali o artificiali), può rappresentare un terribile pericolo in termini di riscaldamento eccessivo, cui gran parte della vita sulla Terra potrebbe non adattarsi.
La migliore illustrazione della relazione tra concentrazioni di CO2 e temperatura dell’aria è fornita dalle serie temporali ricostruite in base ai campionamenti glaciali realizzati presso la stazione russa di Vostok, in Antartide, che consentono di ricostruire queste grandezze negli ultimi 450.000 anni.
illustra la relazione quasi lineare tra la concentrazione di CO2 e la temperatura dell’aria,
rappresentata come differenza rispetto ai valori correnti, mentre la circonferenza rossa indica la concentrazione di anidride carbonica attuale, che evidentemente supera nettamente qualsiasi valore del passato. Emerge che la temperatura attuale, in base al rapporto con la CO2, dovrebbe essere
molto superiore ai valori osservati, il che in un primo momento potrebbe porre alcuni dubbi sulla relazione causale tra CO2 e temperatura stessa, dissipati tuttavia dalla considerazione che un aumento rapido come quello che si è verificato della concentrazione di CO2 allontana costantemente dall’equilibrio il sistema climatico, e soprattutto che gran parte dell’energia in eccesso si è verosimilmente accumulato sotto forma di calore negli oceani, in particolare quelli tropicali, in gran parte entro i primi 3000 metri sotto la superficie, ma probabilmente anche nelle grandi profondità oceaniche. Non appena tale calore fosse rilasciato all’atmosfera, il riscaldamento di quest’ultima subirebbe una improvvisa e devastante accelerazione.
Il Clima e l’Ambiente
Le variazioni del Clima nelle diverse ere geologiche hanno determinato in modo fondamentale la evoluzione della vita sulla Terra. Sia il mondo animale che vegetale hanno, fin dagli albori della vita sul Pianeta, assistito a cambiamenti climatici drammatici, subendone le conseguenze e/o adattandosi a tali cambiamenti. In particolare, l’agricoltura è per sua natura un sistema fortemente dipendente dal tempo atmosferico e dalla sua distribuzione durante l’anno cioè, dal clima di una determinata regione.
L’agricoltura moderna tende, attraverso i mezzi tecnici, a ridurre al massimo l’effetto dei parametri
atmosferici fino al caso estremo delle colture in ambiente controllato ma, in ragione della natura dei cambiamenti climatici, gli effetti che ci possiamo attendere possono essere particolarmente
importanti. In particolare le produzioni di grande qualità, come vino, olio, frutta e ortaggi, sono a
rischio nelle loro caratteristiche peculiari laddove fasi delicate del loro sviluppo fenologico nelle quali si delinea il carattere qualitativo della produzione - coincidano con eventi avversi.
Le modifiche della circolazione generale, infatti, si esplicano in variazioni stagionali importanti come, ad esempio, autunni particolarmente caldi, gelate nella primavera avanzata, lunghi periodi di siccità estiva con temperature assai elevate oppure, al contrario, lunghi periodi di pioggia persistente, anticipato inizio dell’estate, tarda primavera particolarmente asciutta. Numerosi fasi delle piante sono regolate dal succedersi di eventi specifici di carattere termico, in primavera ed in autunno, e di carattere idrico durante la tarda primavera e l’estate. Tali eventi hanno sempre avuto una variabilità interannuale anche marcata tanto che buona parte dei proverbi - che riassumono l’esperienza di secoli di agricoltura - si riferiscono a questi momenti cruciali per lo sviluppo delle colture, deducendone elementi di previsione sui risultati finali in termini di quantità o qualità del prodotto. Poiché i fenomeni a cui assistiamo si concretizzano in un allontanamento degli estremi delle popolazioni statistiche dei dati climatici, tale fenomeno si può trasformare in un evento non sopportabile da una determinata coltura.
Per chiarire questo concetto ricorreremo ad alcuni esempi legati alla tendenza degli ultimi anni:
- cicli accorciati dei cereali invernali , combinati con temperature molto elevate e venti
meridionali possono causare un cattivo riempimento della granella;
Anticipo della data di maturazione del grano
- temperature elevate sopra i 33 °C, nel momento in cui dalla fioritura dell’olivo si passa alla allegagione, provocano l’aborto di un alta percentuale di fiori;
- una primavera anticipata di 15 – 25 giorni che determina un germogliamento
precoce della vite. Se a questo si accompagnano gelate nella primavera inoltrata dovute ad
una circolazione nord-orientale (situazione che si è affermata negli ultimi anni) ciò causa
danni ingenti alla vegetazione già avanzata e lo stesso fenomeno si verifica anche per le
piante da frutto;
Media decennale del giorno di inizio della stagione vegetativa (T° media>10)
- la siccità estiva combinata con un numero di giorni con temperature superiori a 34 °C non solo causa problemi di carenza idrica assai importanti ma, anche dove l’acqua per
irrigazione sia disponibile, causa fenomeni di allessatura delle foglie per la combinazione
del carico radiativo e di quello termico come accade, per esempio, per il pomodoro.
Media decennale numero di giorni con temperature superiori a 34 °C a Firenze
Temperature troppo elevate o troppo basse nei momenti delicati della fioritura e della allegazione dei frutti, o carenze idriche prolungate e combinate con temperature eccezionalmente alte, possono quindi rendere il nostro clima non più adatto alla coltivazione di alcune specie o spostano l’arealeTemperatura media ° C (Febbaio - Aprile) Giorno Giuliano Data dell’arrivo delle rondini in Inghilterra (data in Giorno giuliano). Fonte : European Phenology Network L’autorità ambientale svizzera riporta, per esempio, che in seguito alla rapidissima e drastica diminuzione dei giorni senza disgelo (cioè con temperature costantemente inferiori a zero gradi), numerose specie di piante ornamentali sono - per così dire - “fuggite“ dalle serre o dagli
appartamenti, ambientandosi nelle foreste naturali e colonizzandone gradualmente gli spazi. Il veloce riscaldamento dell’atmosfera si è trasferito più lentamente agli oceani e al mare, e anche al
Mar Mediterraneo; una serie delle temperature superficiali del
Mediterraneo occidentale, dal 1854 al 2003. Spiccano il riscaldamento praticamente continuo dagli anni ’20 del ‘900, temporaneamente interrotto negli anni ‘60 e ’70 e ripreso, con maggiore velocità, dalla seconda metà degli anni ’80. In Estate, il riscaldamento ha avuto luogo negli stessi periodi, ma di entità più limitata; dalla fine degli anni ’80, tuttavia, l’aumento della temperatura è stato rilevante, e spicca il valore dell’Estate 2003, senza precedenti nella lunga serie storica rappresentata. Il riscaldamento della superficie del mare, e presumibilmente anche delle sue profondità, è all’origine dell’arrivo di nuove specie come il Pesce Serra, il Pesce Pappagallo e il Pesce Pavone, e
in particolare della loro estensione fino alle coste più settentrionali. Il progressivo riscaldamento dell’atmosfera ha determinato un forte impatto sui ghiacciai, in particolare del ghiaccio marino nelle zone artiche, la cui estensione si è ridotta del 10-20% dall’inizio del secolo scorso, dei ghiacciai residenti sulle vette più alte delle montagne tropicali, che
hanno perso dal 75 al 95% del proprio volume, e dei ghiacciai delle medie latitudini, tra cui quelli alpini, il cui volume si è ridotto del 50% rispetto all’inizio del ‘900, mentre della stessa percentuale si è ridotta l’estensione occupata dai ghiacciai italiani (da 1000 km2 a 500 km2), aumentando potenzialmente il rischio di dissesto dei versanti, oltre che contribuendo alla modifica radicale degli ecosistemi montani.
Concludendo
Mentre gli scenziati si interrogano su cause ed effetti del riscaldamento globale, modificazioni della superficie terrestre al momento in atto possono potenzialmente influenzare il clima di determinate regioni. Ad esempio diversi studi mostrano come una grossa percentuale dell’acqua che precipita nel bacino del Rio delle Amazzoni torna alla atmosfera attraverso la evaporazione e la traspirazione
delle foglie degli alberi. Di conseguenza creare zone adatte all’ agricoltura e all’allevamento del bestiame in Sud America favorisce senz’altro una diminuzione del raffreddamento dovuto alla evaporazione. Questo a sua volta porta ad un riscaldamento di alcuni gradi della regione. La capacità della superficie disboscata di riflettere, cioè la sua albedo, subisce una variazione che in determinate circostanze favorisce il processo di desertificazione.
Oggi miliardi di acri di terreno sono affetti dal processo di desertificazione e non sono più
considerati produttivi. Le cause sono quindi il pascolo e la coltivazione estreme, una irrigazione insufficiente e la deforestazione. Poco si sa sulle conseguenze sul clima di queste variazioni di albedo, maggior estensione dei terreni sabbiosi, maggior trasferimento di sabbia dalla superficie alla atmosfera.
Possiamo concludere questa nota con alcune considerazioni generali. Per prima cosa abbiamo visto come il Clima del pianeta Terra e’ variato in modo considerevole nelle ere geologiche passate.
Evidenze di questi cambiamenti vengono ad esempio dallo studio degli anelli degli alberi, da analisi chimiche degli isotopi dell’ossigeno in campioni di ghiaccio e conchiglie fossili, dall’avanzamento e dal successivo ritirarsi dei ghiacciai alpini. Durante gran parte del passato la Terra e’ stata molto più calda di quanto non sia oggi, tuttavia vi sono stati periodi freddi, durante i quali gran parte del Nord America e dell’Europa erano coperti dai ghiacci.
Se analizziamo le possibili cause dei cambiamenti climatici, il discorso non è affatto semplice: la variazione di un parametro comporta la variazione, non sempre nella stessa direzione, di altriparametri. Negli ultimi due milioni di anni, in base alla teoria di Milankovitch, si sono susseguiti
periodi glaciali ed interglaciali dovuti a piccole variazioni dei parametri della orbita terrestre, quindi a fattori puramente astronomici. Alcuni studi mostrano, utilizzando sofisticati modelli di proiezioni climatiche, come la temperatura potrebbe aumentare di 1.5C ne i prossimi 100 anni, in seguito ad un raddoppio della CO2 e di altri gas serra in atmosfera. Modifiche della superficie terrestre possono indurre variazioni del clima, in particolare variazioni della albedo dovute a sfruttamento abnorme del suolo per deforestazione, pascolo, coltivazione, inducono ad un processo di desertificazione e susseguente impoverimento del suolo.
Abbiamo poi visto come negli ultimi 100 anni vi sia stato un aumento ormai accertato di circa 0.6C. A questo punto la atmosfera continuera’ a scaldarsi? In caso affermativo, si riscaldera’ a un tasso maggiore a causa dell’effetto dei gas serra? Siamo in un ciclo naturale, per cui ad un riscaldamento conseguira’ poi un raffreddamento? L’Emisfero Boreale entrera’ in un periodo freddo, come previsto dalla teoria di Milankovitch? Certamente il clima e’ cambiato nel passato, ma quanto e con quale rapidita’ variera’ nel futuro e’ ancora incerto, nonostante la comunita’ scientifica internazionale abbia fatto, negli ultimi anni, scoperte importanti e ad abbia dato risposta ad alcune domande del problema Clima e Variazioni Climatiche. I passi futuri possono essere riassunti, infine, nella lista di seguito riportata, molto breve, ma fondamentale per trovare le risposte al Problema
Clima:
• Necessità di una migliore comprensione dei fenomeni
• Esigenza di suddividere i fenomeni su varie scale
• Esigenza di un monitoraggio climatico
• Impegni nazionali e regionali
• Formazione degli specialisti
• Informazione e formazione dell’opinione pubblica
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Il ritiro dei Ghiacci al polo Nord
L'effetto serra:
Il pianeta Terra riceve mediamente un flusso di calore pari a circa 1400 W/m2; tale quantità di energia è detta costante solare.Non tutta la radiazione solare è però assorbita dal pianeta: il ritorno dell’energia nello spazio avviene in due diverse modalità: per riflessione e per irraggiamento. E’ stato calcolato che, per riflessione, il 35% circa della radiazione solare è riflessa ( il 24% è riflesso nello spazio dalle nubi e dal pulviscolo atmosferico, il 7% è riflesso dopo essere stato diffuso dai gas e dalle polveri atmosferiche, il 4% è diffuso dalla superficie della Terra).L’albedo del globo (e cioè il suo potere riflettente) è, pertanto, pari al 35% della radiazione solare complessiva che colpisce il pianeta. Un altro 18% è assorbito dai gas e, quindi, solo il 47% dell’energia solare è realmente assorbita: tale percentuale è definita radiazione effettiva.
L’irraggiamento non è nient’altro che l’assorbimento delle radiazioni solari da parte della superficie della terra, la quale le riemette sottoforma di onde di lunghezza d’onda maggiore.L'effetto serra è un fenomeno climatico che consiste nel riscaldamento degli strati inferiori dell'atmosfera per effetto della schermatura che offrono alcuni gas in essa contenuti.
Questi ultimi, detti comunemente gas-serra, risultano trasparenti alle radiazioni di lunghezza d'onda relativamente piccola e opachi a lunghezza d'onda maggiori. Il loro comportamento fa sì che le radiazioni a breve lunghezza d'onda provenienti dal Sole attraversino con facilità l'atmosfera e riescano a raggiungere la superficie terrestre, che in parte le riflette e in parte le assorbe.
La frazione di radiazione assorbita dalla Terra viene restituita sotto forma di raggi infrarossi a lunghezza d'onda maggiore, che non si disperdono, ma rimangono intrappolati negli strati inferiori dell'atmosfera, in quanto assorbiti dai gas-serra. L'assorbimento dei raggi infrarossi provoca un naturale innalzamento della temperatura dell'aria e della superficie terrestre. Questo è particolarmente importante perché, senza un effetto serra, la temperatura media del pianeta sarebbe di circa -18°C, invece degli attuali 15°C.
Le conseguenze:
a) Sul ciclo dell’acqua: progressivo scioglimento dei ghiacciai e dei nevai (che riflettono la luce del sole) con formazione di masse di acqua liquida (che assorbono, invece, i raggi solari), peggiorando ulteriormente la situazione;
Aumento del vapor’acqua che è anch’esso un gas serra;
Aumento delle nubi, che creano una copertura che trattiene il calore, con un effetto di riscaldamento, soprattutto notturno (le nubi però riflettono parte delle radiazioni nello spazio mitigando i loro effetti negativi).
b) Sulle foreste: secondo l’ipcc anche il cambiamento di un solo grado di temperatura metterebbe a repentaglio la vita di molte specie vegetali, che hanno degli ambiti di tolleranza assai ristretti.
c) Su praterie e pascoli: l’aumento dell’aridità potrebbe causare carestie e siccità sempre più gravi; aumenterà il contenuto di carbonio dell’erba a scapito dell’azoto, diminuendone il valore nutritivo per gli animali, favorendo invece lo sviluppo di specie legnose.
d) Su i deserti: essi saranno ancora più caldi con pochi, violenti temporali e possibilità di inondazioni e fenomeni erosivi.
e) Sulle montagne: si avrà una migrazione verso l’alto degli ecosistemi viventi, in maniera proporzionale all’aumento locale della temperatura. Lo spazio a disposizione sarà minore! Molte specie saranno quindi a rischio di estinzione.
f) Sui ghiacci: l’ipcc Indica che cambiamenti della criosfera, con il progressivo scioglimento dei ghiacciai e del perma-frost saranno la manifestazione dei mutamenti climatici più drammatica.
g) Su laghi fiumi e zone umide: si prevede una loro graduale diminuzione dovuta all’effetto delle perturbazioni del ciclo dell’acqua. Molte zone costiere e piccole isole potrebbero scomparire per il progressivo aumento del livello di mari ed oceani.
h) Conseguenze sulla salute: aumenteranno sia le zone colpite dalla siccità che quelle colpite da uragani e inondazioni, con tutte le conseguenze che ciò potrebbe comportare. Aumenterà inoltre l’incidenza di alcune forme di inquinamento, di varie forme di allergie da pollini e polveri; molti batteri e virus potrebbero diventare più virulenti
Il movimento della corrente del Golfo giunta al polo nord:
Il Mare Artico è un vastissimo bacino che si estende all'interno del Circolo Polare. Alle alte latitudini è perennemente congelato per effetto le basse temperature. L'Artico, come tutti i mari del Pianeta, è soggetto a correnti marine, ora calde, poi fredde, che influenzano pesantemente il clima delle coste e della sua superficie.a maggiore corrente marina è quella del Golfo del Messico, che mitiga il clima delle coste settentrionali della Norvegia e persino le settentrionalissime Isole Svalbard. Ma l'apporto di acque più tiepide si estende anche sotto la Banchisa Polare dove origina una serie di più correnti minori che rimescolano le acque a contatto con i ghiacci. A seguito del flusso della Corrente del Golfo, altre importanti correnti, ma fredde, fuoriescono attraverso i vari Stretti delle Isole dell'Artico. Nel frattempo, una corrente fredda giunge attraverso lo Stretto di Bering, canale di acque poco profonde che nel culmine delle Ere Glaciali emergeva. Una corrente fredda scende verso il Labrador sino alla costa orientale statunitense. Un'altra va verso l'Islanda. Il Polo Nord è una vasta regione dal fragile equilibrio più di altre regioni del Pianeta. Il pack artico ha una massa relativamente limitata per la sua superficie. Il suo spessore varia dai circa 2 metri d'estate ai 3 metri durante la fine dell'inverno. Per varie cause di inquinamento si potrebbe favorire la deviazione di corsi d'acqua che farebbero crescere la salinità e quindi diminuire il punto di congelamento dell'acqua marina.
02 Marzo 2007
Vi riporto un dato saliente che riguarda la temperatura della corrente del golfo la fonte è del prestigioso ente meteorlogico di ricerca americano è stato registrato un valore di 5°Cin meno della temperatura della corrente del Golfo, anche se gli effetti delle variazioni di temperatura si potranno percepire durante la prima parte della Primavera con eventi atmosferici estremi. Gli ultimi dati del NOAA propongono una riflessione: probabilmente a causa del freddo che si è avuto nel Labrador e gli Stati Uniti dell'est, la temperatura superficiale delle acque che transitano ad oriente del Nord America hanno subito un drastico calo. Pertanto appare una situazione più che altro estremizzata dei range normali.
Anomalie climatiche (11-2007)
Le onde planetarie o di Rossby sono le più grandi presenti nell’atmosfera e nel mare e, a causa della loro lentezza, sono importanti per le previsioni stagionali. Infatti la loro scala dei tempi e dell’ordine di 20-40 giorni, e spesso, nell’emisfero boreale, sono quasi-stazionarie a causa dell’alternanza dei continenti con le loro montagne e dei mari che ne condizionano la fase. Queste onde sono importanti in quanto sono la guida d’onda delle perturbazioni meteo-climatiche, collegando regioni a volte molto distanti. Mediante un modello barotropico e baroclino dell’atmosfera, si stanno studiando le onde di Rossby nella regione Euro-Atlantica, con l’obbiettivo di studiare la propagazione ed i tempi di arrivo nella regione Mediterranea delle perturbazioni Atlantiche. Inoltre, si stanno studiando le anomalie climatiche nelle regioni tropicali e le loro possibili teleconnessioni con la regione Mediterranea, fra cui il monsone Africano, in relazione alla estensione in estate dell’anticiclone libico sul Mediterraneo. L'azione dell’onda planetaria ed di una piccola perturbazione meteo-climatica, piccola rispetto alla lunghezza d’onda dell’onda planetaria, che è di 10.000 km.
Rapporto di Settembre 2007 sulle temperature degli ultimi 60 anni
Durante l' Estate 2007 sono stati battuti molti record assoluti sessantennali rilevati stazioni del servizio meteorologico nazionale italiano. Di seguito i record anche perché con l' ausilio di nuovi dati.
lista dei record assoluti italiani:
Alghero ......................................................+41,8° (1983) -4,8° (1981)
Amendola ...............................................+47,0° (2007) -10,4° (1985)
Ancona-Falconara...................................+41,5° (1983) -15,4° (1967)
Arezzo................................................... +40,2° (1962) -20,2° (1985)
Aviano .........................................+37,0° (1998/2003) -13,0° (1985)
Bari-Palese Macchie.............................. +45,6° (2007) -5,9° (1993)
Bergamo-Orio al Serio ........................+39,0° (1983) -20,1° (1956)
Bologna-Borgo Panigale........................ +39,6° (1999) -18,8° (1966)
Bolzano......................................... +39,1° (1983/2003) -18,5° (1961)
Bonifati ....................................................+39,6° (2007) -6,1° (1968)
Brescia-Ghedi........................................ +39,0° (1983) -19,4° (1985)
Brindisi .....................................................+44,4° (2007) -6,4°(1979)
Cagliari-Elmas......................................... +43,7° (1983) -4,8° (1981)
Campobasso............................................ +37,4° (1983) -11,0° (1956)
Capo Bellavista........................................ +42,0° (1982) -1,6° (1962)
Capo Mele................................................ +36,0° (1998) -4,5° (1985)
Capo Palinuro........................................... +39,6° (2007) -3,3° (1954
Catania-Fontanarossa................. +46,0° (1962) -4,0° (1962/1966)
Catania-Sigonella................................... +45,2° (1988) -4,8° (1966)
Cozzo Spadaro........................................ +40,5° (1952) +0,1° (1956)
Decimomannu............................................ +44,0° (1983) -4,6° (1981)
Dobbiaco............................................... +32,4° (1983) -30,0° (1985)
Enna ...........................................................+39,0° (1999) -5,6° (1968)
Ferrara ..................................................+40,4° (2007) -19,4° (1985)
Firenze................................................... +42,6° (1983) -23,2° (1985)
Forlì.......................................................... 39,3° (2000) -19,0° (1985)
Frosinone ................................................+41,4° (2007) -19,0° (1985)
Genova-Sestri................. +37,8° (1952) (vedi nota 2) -6,8° (1985)
Gioia del Colle........................................ +43,2° (2007) -9,8° (1985)
Grazzanise.......................... +39,0°(1981/1987/2007) -6,0°(1987)
Grosseto..................................... +40,2° (1958/2003) -13,2° (1985)
Guidonia.................................................. +41,4° (2007) -14,0° (1985)
Latronico ...................................+35,0° (2006/2007) -10,8° (1968)
Lecce-Galatina ......................................+44,4° (1987) -12,0° (1979)
Marina di Ginosa ....................................+43,6° (2007) -5,0° (1968)
Messina...................................................... +43,6° (1998) 0,0° (1956)
Milano-Linate....................................... +39,3° (2003) -15,6° (1956)
Milano-Malpensa.................................. +37,5° (1998) -18,0° (1985)
Napoli-Capodichino................................. +40,0° (1981) -5,0° (1987)
Paganella................................................ +25,0° (1983) -26,2° (1985)
Palermo-Boccadifalco............................. +45,2° (1999) -1,2° (1962)
Palermo-Punta Raisi............................... +44,0° (1982) +0,6° (1962)
Passo Rolle .............................................+25,4° (1983) -24,8° (1971)
Pescara.................................................. +45,0° (2007) -13,2° (1979)
Piacenza ................................................+40,4° (2003) -22,0° (1985)
Pisa......................................................... +39,0° (2005) -13,8° (1985)
Plateau Rosà ..................+17,0°( 2003) (vedi nota 1) -34,6° (1971)
Ponza .........................................................+37,2° (1983) -2,6° (1971)
Potenza................................................... +36,8° (1988) -12,2° (1968)
Pratica di Mare......................................+38,6° (2007) -6,6° (1979)
Prizzi........................................................ +37,4° (2007) -7,6° (1981)
Reggio Calabria............................. +44,2° (1983) 0,0° (1962/1987)
Rimini .....................................................+38,9° (2000) -17,2° (1985)
Roma-Ciampino ........................................+40,6° (1981) -11,0° (1985)
Roma-Fiumicino....................................... +38,6° (1983) -7,8° (1985)
Roma-Urbe ..............................................+40,5° (2007) -9,8° (1985)
Santa Maria di Leuca ............................+39,6° (1988) -5,0° (1968)
San Valentino alla Muta..................... +32,6° (1983) -28,2° (1956)
Tarvisio .................................................+37,2° (1983) -30,5° (1985)
Termoli................................................................... +41,6° -5,8° (1979)
Torino-Caselle ......................................+37,1° (2003) -21,8° (1956)
Trapani ...........................................+43,0° (1982) 0,0° (1962-1987)
Trevico ...................................................+35,4° (1998) -14,8° (1966)
Treviso-Istrana ...................................+39,8° (2003) -16,6° (1956)
Trieste................................................... +37,2° (2003) -14,6° (1956)
Udine-Rivolto ........................................+38,2° (1983) -14,6° (1985)
Ustica............................................ +39,4° (2007) -1,2° (1956/1962)
Venezia-Tessera.................................. +36,6° (2006) -13,6° (1963)
Verona-Villafranca ..................+39,0° (2003) -18,4° (1956/1985)
Viterbo................................................... +40,1° (2005) -12,7° (1985)

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